Riflessioni sull'Arte
di Giovanni Benetti Capitolo 3° E se l’opera d’arte avesse il suo unico scopo nella volontà del suo creatore, dell’artista? E se l’arte esistesse solo in funzione dell’essere umano? L’opera d’arte di per sé non sono altro che una tela colorata, un blocco di marmo scolpito, un insieme di note musicali rinchiuse in un pentagramma. Solo l’essere umano ha la capacità di ammirare l’arte, innamorarsene e trarne un significato frutto del suo innamoramento. Ne nasce poi un simbolo, un’evocazione emotiva che genera piacere nel soggetto interessato. Se l’opera d’arte non viene osservata e “amata” da qualcuno perde di fatto la sua qualità più intima, la sua essenza in quanto arte. Il fine dell’opera non è mai l’opera stessa ma la fruizione di qualcuno che possa comprenderla e capirla. Un oggetto diviene opera d’arte solo se accolto, contemplato e amato da qualcuno. Qualsiasi artista vive un’esperienza d’innamoramento nel momento in cui crea, e questa potrebbe già essere definita arte. Un’idea att...